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Il primo
passo sulla strada del Parco nazionale del Cilento può essere fissato nel giugno del
1973, con il convegno internazionale indetto sul tema "I parchi costieri
mediterranei" dall'assessorato al Turismo della Regione Campania in collaborazione
con la Mediterranean Association for Marine Biology and Oceanology (Mambo). Cinque giorni
di dibattito sottolineano la necessità di realizzare un parco naturale nel territorio
cilentano in alternativa al "turismo di rapina" che già allora, sulla costa,
mostrava i suoi primi nefandi risultati. Nell'occasione viene avanzata una prima, seppure
sommaria, proposta di perimetrazione. Da quel momento, nonostante la presentazione in
Parlamento di ben quattro proposte di creazione di un parco naturale, il progetto vive
soprattutto nell'instancabile ostinazione di alcuni volontari, fino a sboccare nella
costituzione, nel marzo 1989 ad Agnone, di un Comitato promotore per il Parco del Cilento
presieduto da Franco Tassi e formato, tra gli altri, da naturalisti e protezionisti ben
noti come Antonio Canu, Francesco Corbetta, Pietro Dohrn, Grazia Francescato, Giampiero
Indelli, Fulco Pratesi, Giuseppe Tarallo... Raccolte di firme a favore del parco, una
mostra itinerante, incontri pubblici, la redazione di una carta delle aree di maggior
pregio naturalistico, momenti di coinvolgimento della popolazione e dei giovani in
particolare segnano la vita del Comitato. Un primo risultato è l'istituzione da parte del
ministero dell'Agricoltura di due riserve naturali rispettivamente sul monte Cervati e sul
fiume Calore, per un totale di 36.000 ettari. Infine, il 6 dicembre 1991, con la legge R
394, l'atto ufficiale di nascita del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
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